Ho osservato i corsi speciali dall’esterno per quattro anni. Il fatto è che mi piace navigare fuori dalla stagione dei turisti, prima del 15 giugno e dopo la metà di settembre. I corsi speciali si fanno in quei periodi e, casualmente, mi sono trovato a fare l’istruttore in corsi di calendario nelle stesse settimane fin dal primo anno del progetto di vela con allievi speciali. Ho visto persone arrivare pallide e disorientate e le ho viste ripartire come marinai abbronzati e con lo sguardo sognante.

Dopo quattro anni di convivenza con questi corsi ho maturato la consapevolezza che il mare in generale e la vela in particolare hanno l’effetto di una linea di demarcazione fra il prima e il dopo; il durante insegna ad apprezzare la brezza senza temere la tempesta perché siamo preparati, noi e le nostre barchette, ad affrontarla. Insegna soprattutto che la barca si governa in equipaggio, che in mare l’aiuto non si offre ma si chiede, e non è una vergogna chiederlo, anzi, è un segno di forza, consapevolezza e responsabilità.

Dal quinto anno ho preso parte ai corsi ed ho avuto conferma alle mie sensazioni: dal progetto iniziale e sperimentale sono nate altre iniziative rivolte a gruppi e territori diversi come strumenti a disposizione per andare oltre la quotidianità ed immergersi nei propri sogni per il futuro. Un futuro che, dopo il corso, incrocerà spesso la rotta di una barca a vela.
Per questo e molto altro che non riesco a descrivere con le parole mi sono impegnato per rafforzare queste iniziative.
Stefano Ferraro
uno degli “amici di OLA”

Da qui nasce il progetto OLA – OltreLeAli: nel 2018 abbiamo navigato con un gruppo di allievi e professionisti della LILT – Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori – sezione di Firenze. Nel 2019 abbiamo condiviso il corso di vela in Sardegna con i soci ed i volontari dell’ANDOS – Associazione Nazionale Donne Operate al Seno – sezione di Gorizia.